Damian Maxson
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martedì 1 settembre 2026 · Settimana 36 di 52

La chiamata di Dio ci raggiunge, anche nella tempesta

Saggezza e Desiderio · Giona: Grazia per i nemici
Antico Testamento
Giona 1:3-4
«Ma Giona si levò per fuggire a Tarsis dalla presenza dell'Eterno. Scese a Ioppe e trovò una nave che andava a Tarsis; pagò il suo passaggio e vi si imbarcò per andare con loro a Tarsis, lontano dalla presenza dell'Eterno. Ma l'Eterno scatenò un gran vento sul mare, e si levò sul mare una sì gran tempesta che la nave minacciava di sfasciarsi.»
Nuovo Testamento
Matteo 8:26-27
«Ed egli disse loro: Perché siete così paurosi, o uomini di poca fede? Poi, levatosi, sgridò i venti e il mare, e si fece gran bonaccia. E quegli uomini si maravigliarono e dissero: Che uomo è costui, che anche il vento e il mare gli ubbidiscono?»

Il collegamento

Nell'Antico Testamento, Dio manda una tempesta per spingere il suo profeta Giona al pentimento, quando questi fugge dal suo incarico. Le forze della natura servono qui come strumento di correzione divina. Cristo, al contrario, nel Nuovo Testamento dimostra la sua diretta signoria sulla creazione, placando la tempesta con una parola. Egli non è solo Colui che ha creato il mondo, ma anche Colui che lo sostiene nel suo amore e, attraverso la sua potenza, dona pace dove regna il caos.

Meditazione

Ieri abbiamo visto che la misericordia di Dio è più grande della nostra rabbia o dei nostri limiti. Oggi guardiamo a Giona, che cerca di sottrarsi a questa chiamata. Fugge dall'incarico che Dio gli ha dato e si dirige dritto verso una tempesta. A volte anche noi cerchiamo di aggirare il piano di Dio per la nostra vita, perché ci sembra scomodo o abbiamo paura delle conseguenze. Ma la chiamata di Dio è tenace, e non ci lascia andare così facilmente.

La tempesta in cui Giona si trova è una diretta conseguenza della sua fuga. Dio usa le forze della natura per scuotere Giona e ricordargli il suo destino. È come se Dio dicesse: 'Faccio sul serio con te e con il mio piano'. Per noi, una 'tempesta' nella vita può essere una crisi, un fallimento o una difficoltà inaspettata. Questi momenti possono portarci a fermarci e a chiederci: Sono ancora sulla strada giusta? Sto ascoltando la voce di Dio?

Al contrario, vediamo Gesù che placa le tempeste con una parola. Egli non è la causa del caos, ma il portatore di pace. Dove Giona è costretto a pentirsi attraverso la tempesta, Gesù offre protezione e riposo diretti nella tempesta. Ci mostra che non dobbiamo fuggire da Dio, ma trovare in Lui stesso rifugio e pace, non importa quanto selvagge siano le onde intorno a noi. La sua potenza è la nostra speranza quando ci sentiamo persi.

Preghiera

Signore, mio Dio, ti ringrazio perché non mi abbandoni anche quando cerco di seguire la mia strada. A volte sono come Giona, fuggo dalla tua voce o dai tuoi piani perché ho paura o mi sembra troppo. Ti prego, perdonami la mia poca fede. Aiutami a riconoscere che sei presente anche nelle tempeste della mia vita e che vuoi chiamarmi al pentimento. Insegnami ad ascoltare la tua voce e a fidarmi di Te, perché Tu sei il portatore di pace, a cui anche il vento e il mare obbediscono. Amen.

Il filo

Dopo aver riflettuto ieri sulla sconfinata misericordia di Dio, oggi vediamo come Dio spinge il suo profeta Giona al pentimento attraverso una tempesta. Questo ci prepara a riconoscere domani come la chiamata di Dio sia raggiungibile anche nelle profondità più oscure.

Confida oggi che Dio non ti lascia andare anche nella tempesta e può donarti pace.

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