L'angoscia della lontananza, il desiderio di tornare a casa
«Eppure fui io che insegnai ad Efraim a camminare, prendendolo per le braccia; ma essi non riconobbero che io li avevo guariti. Io li traevo con corde d’uomo, con legami d’amore; e fui per loro come chi toglie il giogo dalle loro mascelle, e mi chinai verso di loro e diedi loro da mangiare.»
«E quando ebbe speso ogni cosa, una gran carestia venne in quel paese, ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. E andò e si mise a servizio d’uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascere i porci. Ed egli avrebbe bramato di riempirsi il ventre delle carrube che i porci mangiavano; e nessuno gliene dava. Ma rientrato in sé, disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io qui muoio di fame!»
Promessa e compimento
Nell'Antico Testamento fu annunciato il profondo e premuroso amore di Dio, che, nonostante l'allontanamento del suo popolo, voleva sempre attirarlo a sé e provvedere per esso, come un padre nutre e guarisce il proprio figlio.
Questo annuncio si è compiuto in Cristo, che ha raccontato la parabola del figliol prodigo. Essa mostra che l'amore paterno di Dio si estende anche a coloro che si sono allontanati molto da lui e sono caduti in profonda miseria. Il ritorno a lui non è solo reso possibile, ma accolto a braccia aperte.
Lascia che questi versetti ti ricordino di prendere in mano la tua Bibbia, rileggerli lì e, se lo desideri, continuare ancora un po'. Tenere davvero tra le mani la Parola di Dio ti dona anche un momento prezioso lontano dal digitale.
Non leggere la Bibbia tutta d'un fiato, ma un passo alla volta: un testo, con calma, chiedendo allo Spirito Santo di farti comprendere. Chi vuole divorare tutto in una volta perde la visione d'insieme. Chi prende un passo ogni giorno, col tempo vede il tutto.
Il collegamento
Nell'Antico Testamento, Dio mostra la sua guida amorevole e premurosa, insegnando a Israele come un padre al proprio figlio e nutrendolo. Spesso, però, Israele non riconobbe questa cura. Cristo rivela come questo amore paterno si estenda anche a coloro che si sono allontanati da esso, e come l'angoscia della lontananza conduca alla dolorosa, ma salutare, consapevolezza che solo il ritorno al Padre salva la vita.
Meditazione
Ieri abbiamo visto come il desiderio di Dio per te, suo figlio, non finisca mai, anche se ti allontani da lui. Oggi guardiamo all'esperienza dolorosa, ma spesso necessaria, della privazione, che può spingerci al pentimento. Come il figliol prodigo, che aveva sperperato tutto e cadde in una profonda carestia, anche noi a volte viviamo fasi in cui ci rendiamo conto di quanto ci siamo allontanati dalla fonte della vita.
È questa angoscia che ci fa fermare. Il figlio rientra in sé e riconosce che persino i servi di suo padre stanno meglio di lui. Questa consapevolezza non è un segno di debolezza, ma il primo passo verso la guarigione. È l'onesta valutazione della situazione che ci apre gli occhi su ciò che abbiamo perso e su ciò di cui abbiamo veramente bisogno. È il punto di svolta in cui il desiderio di casa diventa più forte dell'orgoglio o della disperazione.
Il tuo Padre celeste ti ha amato e provveduto per te fin dall'inizio, anche se non sempre l'hai riconosciuto. Ti ha guidato e guarito, come descritto da Osea. Se oggi ti trovi in una simile angoscia, sii incoraggiato: la tua consapevolezza della privazione è il richiamo del tuo cuore a casa. Tuo Padre ti aspetta. Ti ha sempre attirato con legami d'amore, e oggi ti accoglierà a braccia aperte.
Preghiera
Caro Padre celeste, ti ringrazio per la tua infinita pazienza e il tuo amore. A volte dimentico quanto tu mi provveda e mi guidi, e mi smarrisco nella lontananza. Riconosco l'angoscia che nasce quando mi allontano da te. Aiutami a essere onesto oggi con me stesso e con te. Se soffro la privazione, fammi riconoscere che tu sei la fonte di ogni vita. Dammi il coraggio di tornare e di affidarmi al tuo amore incondizionato. Desidero ardentemente la tua casa. Amen.
Il filo
Dopo aver considerato ieri il grande desiderio di Dio per noi, oggi illuminiamo l'angoscia che ci porta alla consapevolezza che solo il ritorno al Padre salva la vita. Domani contempleremo la gioia del ritorno a casa e del Padre che corre incontro.
Riconosci oggi l'angoscia della lontananza e torna a casa – tuo Padre ti aspetta a braccia aperte.
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